Matematica – Tabelline e le 4 operazioni fondamentali | Libro di Scuola

TABELLINE

Silvana di Libro di scuola ha raccolto un sacco di link a metodi per imparare le tabelline: disegni, filastrocche, giochi, canzoni …. si trovano tutti qui   Matematica – Tabelline e le 4 operazioni fondamentali | Libro di Scuola.

In genere i ragazzi con DSA sono esonerati dall’imparare a memoria le tabelline ed è concesso l’uso della tavola pitagorica o della calcolatrice. Ci sono bambini che non utilizzano volentieri gli strumenti perchè si sentono diversi e, a volte, incapaci.

La tavola pitagorica può essere accettata più volentieri se è presentata come uno strumento che può diventare un incentivo per la memorizzazione delle tabelline e può essere personalizzata a seconda delle esigenze. Ho notato che il metodo di far costruire la tavola pitagorica al bambino man mano che impara è una strategia efficace, in particolar modo se gli lasciamo evidenziare tutto ciò che nota.

Tabellina del 1 e del 2

 

Possiamo fargli cercare (se non se ne accorge da solo, diamogli tempo!) i prodotti uguali e fargli dire dalla moltiplicazione di quali numeri “nascono”, scoprirà così la proprietà commutativa. Questo servirà anche a capire che mentre impara 2×7 impara anche 7×2.

Quando avrà completato tutta la tavola pitagorica e sarà sicuro in alcune tabelline potremmo fargli cancellare le tabelline che ha già imparato e lasciargli quelle più difficili. Alla fine si renderà conto di aver bisogno della tavola solo per pochi numeri.

tabellina 3 4 6 7 8 9

Per alcuni bambini è facile memorizzare anche la tabellina del 9 e del 3, in questo caso se il bambino se la sentirà, potrà cancellare anche quelle. Molti insegnanti propongono questo modo di procedere a tutta la classe, l’interessante è che sia riproposto anche a casa quando i bambini devono studiare, come sempre l’accordo con l’insegnante di classe è fondamentale, non siamo certo noi genitori (nemmeno se insegnanti) a proporre metodi in contrasto con quanto fanno gli insegnanti. 

Mio figlio oltre a questo, andava in cortile e mentre palleggiava le ripeteva, ogni palleggio un numero.

Qualsiasi metodo adottato non è detto che dia subito i suoi frutti, anzi il più delle volte i risultati si vedono a distanza, o magari il 7×8 non si memorizzerà mai, oppure il vostro ragazzo troverà altre strategie, le sue. Cutrera nelle sue conferenze dice:

Quello che conta a ingegneria non è l’Automatismo, ma la comprensione dell’argomento.  Quello che conta a Ingegneria non è il fatto che tu sappia a memoria il 7×8, perché avere questo automatismo è solo una piccola scorciatoia, ma quello che conta è che tu abbia chiaro cosa vuol dire moltiplicare e quello me lo hanno spiegato bene quando mi hanno fatto l’esempio delle casse di mele. 
In conclusione a ingegneria ho avuto meno difficoltà di quelle che avevo alle elementari e alle medie, perché all’università non importava se tu facevi una moltiplicazione in un secondo o cinque, ma importava che tu comprendessi profondamente i ragionamenti che vi stanno dietro. 
Io penso che noi dislessici siamo come i fiumi: se tu metti un masso in mezzo a un fiume, questo non si ferma, ma cerca altre strategie, altre vie e continua a scorrere fino all’obiettivo.

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 sito Cutrera Demone Bianco

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