Le diagnosi dei privati

02/03/2019 per completezza aggiungo:

 Nota USR FVG del 5 ottobre 2018, punto 2  La certificazione

Il documento di segnalazione, che è stato compilato dalla scuola, viene consegnato dalla famiglia ed è prerequisito necessario alla attivazione del percorso diagnostico. La famiglia quindi dovrebbe rivolgersi al pediatra di libera scelta per condividerne le informazioni e l’avvio dell’iter diagnostico presso i servizi sanitari preposti alla certificazione di diagnosi. La famiglia può rivolgersi al Servizio Sanitario pubblico, a strutture private accreditate e convenzionate nella branchia di neuropsichiatria infantile o anche a strutture private per approfondire la natura delle difficoltà segnalate e giungere ad una diagnosi.
Si ricorda che per far valere nella scuola i benefici della L.170/10 la diagnosi deve essere redatta da strutture pubbliche o private accreditate in ambito regionale. Le istituzioni scolastiche accolgono le diagnosi di DSA rilasciate da studi privati e inviteranno le famiglie a contattare tempestivamente il Servizio Sanitario Pubblico per il rilascio di una convalida o di nuova certificazione. L’accoglimento, nel caso di diagnosi redatta da studi non accreditati, da parte dell’Istituto scolastico, avviene comunque con riserva avviando le opportune azioni per la redazione e attuazione del Piano Didattico Personalizzato. La validazione non potrà avere tempi tanto dilatati da rendere incerte le valutazioni annuali dell’alunno.

fonte Ufficio Scolastico Regionale, prelevabile al link http://www.scuola.fvg.it/

 

 

Ancora oggi vengono presentate alle scuole diagnosi fatte da specialisti privati, le scuole giustamente richiedono le diagnosi del Servizio Sanitario Nazionale o dei soggetti accreditati.

Perchè rivolgersi ad un soggetto non accreditato?
Penso sia per necessità: possono esserci lunghe liste d’attesa presso il SSN che fanno perdere tempo prezioso, inoltre credo che ogni genitore alle prese con le difficoltà dei figli sia ansioso di conoscerne le cause.

Spero che i genitori conoscano la Legge 170 e che siano consapevoli che la scuola è obbligata a richiedere la diagnosi rilasciata dal SSN (come stabilito nella legge), in caso contrario credo sia Eticamente corretto che i “privati” ne mettano al corrente la famiglia.

Cosa fare se si è in possesso della diagnosi rilasciata da uno specialista privato?

Consultare le normative regionali che in alcuni casi hanno previsto questa eventualità, in alternativa si possono seguire i consigli dell’AID:

…. Inoltre si legittima anche l’accettazioni di diagnosi private presentate successivamente al 2 novembre, considerando la situazione transitoria di assenza di pronunciamenti da parte di quasi tutte le Regioni. Questa possibilità rimane valida “nelle more”, cioè finchè non vi saranno i provvedimenti regionali riguardo alla validità per la scuola delle diagnosi private.

via http://www.aiditalia.org/it/diagnosi_alunni_con_dsa_nuova_nota_fornita_dal_miur_26_maggio_2011.html

Si può richiedere a scuola di protocollare la diagnosi privata con una lettera di accompagnamento dove specificare di essere in attesa di diagnosi presso il SSN (possibilmente allegando una nota dove risulti la data dell’appuntamento), chiedendo comunque l’applicazione degli strumenti compensativi e dispensativi anche seguendo le direttive MIUR contenute nella C.M. 8 del 6 marzo 2013.

Alunni con DSA e disturbi evolutivi specifici

Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010, qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo.

Pervengono infatti numerose segnalazioni relative ad alunni (già sottoposti ad accertamenti diagnostici nei primi mesi di scuola) che, riuscendo soltanto verso la fine dell’anno scolastico ad ottenere la certificazione, permangono senza le tutele cui sostanzialmente avrebbero diritto. Si evidenzia pertanto la necessità di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni (in molti casi superiori ai sei mesi) adottando comunque un piano didattico individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le esigenze educative riscontrate richiedono. Negli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato, le certificazioni dovranno essere presentate entro il termine del 31 marzo, come previsto all’art. 1 dell’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni sulle certificazioni per i DSA (R.A. n. 140 del 25 luglio 2012).

via SuperAbile INAIL, Scuola e Formazione – Circolare del 6 marzo 2013 numero 8.

 

Mi auguro comunque che siano sempre seguite le indicazioni per le diagnosi contenute nella Consensus Conference e riprese nell’Accordo Stato Regioni “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA)”  e che nessuno si improvvisi “dispensatore di diagnosi”.

Purtroppo mi è capitato, come moderatore del Forum dislessia on line di leggere di genitori che si sono ritrovati a pagare sedute e ad aspettare una diagnosi da sedicenti esperti non autorizzati a rilasciare alcunché. Il danno che ne deriva non è puramente economico: i test a cui vengono sottoposti i ragazzi non devono essere ripetuti nel breve periodo perchè potrebbero dare risultati falsati, senza contare che per i ragazzi non è poi così piacevole sottoporvisi.

Per controllare l’appartenza all’Albo psicologi si può consultare l’Albo Nazionale   o la pagina della ricerca della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici

 

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2 commenti su “Le diagnosi dei privati

  1. Avatargiovanni il said:

    Attenzione a far passare il messaggio COMPLETAMENTE errato che struttura accreditata sia sinonimo di qualità (certificata dalla regione) del professionista che fa la valutazione e del suo operato. Esempio a me vicino, per la Toscana l’accreditamento richiesto è per la struttura fisica (metri quadrati stanze, servizi igienici disabili, defibrillatore presente ecc)….ciò vuol dire che chi sta dentro a fare diagnosi oviamente deve avere i titoli (psicologo e neuropsichiatra), ma non necessariamente le competenze…può essere anche chi non ha mai visto un dsa o peggio ancora un bambino. Ovviamente lo stesso vale per il servizio asl. Solitamente (ma non è una regola) nel privato se non te ne intendi resti senza lavoro nel giro di breve! Questa precisazione è quanto mai doverosa.

  2. RobertaRoberta il said:

    Grazie per la precisazione.
    Purtroppo il messaggio era finito nello spam…..
    Non intendevo che nel privato non ci sia qualità, solo che la legge prevede che le scuole accettino le diagnosi di strutture accreditate o strutture pubbliche.
    Neppure l’intenzione attribuire “qualità” o “assenza di qualità” a qualcuno, certamente indirizzare le famiglie ai servizi non accreditati non è corretto, viene a mancare il presupposto di legge per l’accettazione della diagnosi da parte delle scuole. In ogni regione ci dovrebbe essere un elenco di strutture accreditate per il rilascio della diagnosi ai sensi di legge.

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